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I 5 mezzofondisti italiani più forti della storia

Italiani, popolo di Santi, poeti, navigatori…e mezzofondisti. Nella sua storia l’Italia ha dato infatti i natali ad un gran numero di atleti di altissimo livello che, specialmente a cavallo tra gli anni ‘80 e gli anni ‘90, hanno dominato la scena europea e mondiale dagli 800m ai 10.000m. Tra di essi, ne abbiamo selezionati 5 che per risultati internazionali, record e prestazioni personali si sono distinti più degli altri. Ecco quindi la classifica dei 5 mezzofondisti italiani più forti di tutti i tempi (per ora).

Gennaro Di Napoli

Nato a Napoli il 5 Marzo 1968, è stato sicuramente uno degli atleti con più talento nella storia del mezzofondo italiano. Nella sua carriera è stato prettamente uno specialista del mezzofondo veloce ed è tuttora primatista nazionale dei 1500m (3’32’’78, nel 1990). Ha vinto una medaglia d’oro ai campionati Europei Juniores nel 1987, una d’argento ai Campionati Europei a Spalato 1990 sui 1500m, oltre a due titoli mondiali indoor sui 3000m. È detentore dei record italiani del miglio, dei 2000m e 3000m piani (sia outdoor che indoor) oltre ovviamente dei 1500m. Unico neo? Non essere mai andato a medaglia alle Olimpiadi o in una competizione mondiale all’aperto, cosa che per un atleta del talento e della classe di Di Napoli è qualcosa di inspiegabile. Rimane comunque il miglior millecinquecentista che l’Italia abbia mai avuto, oltre ad una persona di grande caratura morale.

Francesco Panetta

Nato a Siderno il 10 Gennaio 1963, Francesco Panetta ha dominato la scena europea e mondiale dei 3000 siepi tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90. Allenato da Giorgio Rondelli ha ottenuto tantissimi successi internazionali, fra cui il più prestigioso, l’oro mondiale a Roma 1987 con l’allora record dei campionati e ancora oggi record italiano (8’08’57”). Sempre a Roma nel 1987, vinse la medaglia d’argento nei 10000m dietro al keniota Paul Kipkoech. Sui 3000 siepi ha vinto anche la medaglia d’oro agli europei di Spalato 1990 (davanti al britannico Mark Rowland e ad Alessandro Lambruschini) e la medaglia d’argento a Stoccarda nel 1986. Nel corso della sua carriera si è inoltre contraddistinto come un forte crossista (5 volte vincitore del Campaccio) e un forte fondista su strada, specie in mezza maratona (1h01’53”). Per questi motivi Francesco Panetta è indubbiamente uno degli atleti più versatili che l’Italia abbia avuto: forte in pista, forte nelle corse su strada e molto competitivo anche nei cross.

Alberto Cova

Alberto Cova of Italy celebrates after winning the men’s 10,000m final at the 1st World Athletics Championships held at the Olympic Stadium in Helsinki, Finland, August 1983. (Photo by Bob Thomas Sports Photography via Getty Images).

Nato a Inverigo il 1 Dicembre 1958, è probabilmente il mezzofondista italiano più vincente della “specialità”. Soprannominato il “ragioniere“, sia per l’effettivo conseguimento del diploma in ragioneria, sia per il fisico estremamente magro, unito ad un modo pianificato e mai dispendioso di affrontare le gare, iniziò a vincere nel 1982 quando agli europei di Atene si laureò a sorpresa campione europeo dei 10000m. Nello stesso anno Cova si aggiudicò anche l’argento ai campionati europei indoor nei 3000m e giunse 7° ai mondiali di corsa campestre vinti dall’etiope Mohamed Kedir. Nel 1983 compì un altro capolavoro andando a vincere i 10000 metri nella prima edizione dei Campionati del mondo di atletica leggera, ad Helsinki (Finlandia). L’anno seguente completò la sua tripletta conquistando i 10000 metri anche ai Giochi olimpici di Los Angeles 1984. Dotato di una grande volata nei rush finali, Alberto Cova è tutt’oggi l’unico mezzofondista italiano a cui è riuscita questa tripletta. Impossibile non ricordarlo.

Stefano Mei

Italian long distance runner Stefano Mei (#510) of the Italy team leads Omer Khalifa (#780) of Sudan and Jose Luis Gonzalez of Spain in heat 1 of the qualifying heats of the Men’s 1500 metres event at the 1984 Summer Olympics inside the Memorial Coliseum in Los Angeles, United States on 9th August 1984. (Photo by Bob Thomas Sports Photography via Getty Images)

Nato a La Spezia il 3 Febbraio 1963, è forse il più talentuoso atleta che il mezzofondo italiano abbia mai avuto. Fin da giovane le sue prestazioni sono state straordinarie: nel 1979 ottenne il primo titolo italiano e la prima maglia azzurra nella categoria juniores, conseguendo, a soli 16 anni, un tempo di 8’08″64 nei 3000m, all’epoca miglior prestazione di ogni tempo per la categoria. Nel 1980 stabilì il record italiano allievi nei 1500m (3’46″8), nei 2000m (5’13″0) e nei 3000m (8’03″71), mentre nel 1981 registrò il record italiano juniores nei 1500m (3’39″00) e nei 3000m (7’56″87). Nel 1982, all’Ippodromo delle Capannelle a Roma, ai Mondiali di corsa campestre, fece una delle più grandi gare della sua vita (anche secondo lo stesso Mei) giungendo al terzo posto, davanti al grande Francesco Panetta (staccato di 24”). Nel 1984 stabilì il nuovo record italiano sui 2000m con 4’58″65 (il precedente primato di 5’00″0 apparteneva a Del Buono) mentre nel 1986 registrò l’allora primato italiano sui 1500m con 3’34″57 (precedente 3’35″79 – Materazzi) e sui 3000m con 7’42″85 (precedente 7’45″2 – Fontanella), oltre a quello indoor , sempre sui 3000m (7’46″46). A livello internazionale ha vinto una medaglia d’oro nei 10000m con il tempo di 27’56″79 e la medaglia d’argento nei 5000m con 13’11″57 agli europei di Stoccarda 1986. Nonostante non abbia vinto quanto altri atleti di questa classifica, Stefano Mei rimane e rimarrà sempre nella storia dell’atletica italiana, grazie al suo talento ma anche alla sua “scelta” di non seguire certe pratiche per migliorare le proprie prestazioni, all’epoca consentite ma (moralmente per lui) non corrette.

Salvatore Antibo

Nato ad Altofonte il 7 febbraio 1962, Salvatore Antibo è forse il miglior mezzofondista italiano della storia guardando i soli tempi cronometrici. I suoi 13’05″59 (1990) sui 5000m e 27’16″50 (1989) sui 10000m sono ancora oggi rispettivamente la prima e la seconda prestazione italiana di tutti i tempi nelle rispettive distanze. Già a 22 anni, alle Olimpiadi di Los Angeles, si classificò 4° nella finale dei 10000m, vinti da Alberto Cova. Antibo in quell’occasione commise però l’errore di calzare delle scarpe nuove, che lo fecero soffrire durante la gara, privandolo probabilmente di una medaglia. Due anni dopo, nel 1986, fu medaglia di bronzo agli Europei sui 10000 in un podio tutto italiano: Mei, Cova, Antibo. Ai Giochi olimpici del 1988 si classificò 2° nella finale dei 10000 metri, dietro al marocchino Brahim Boutayeb. Da quel momento, rimase imbattuto per quasi tre anni sulla distanza. Il biennio 1989-90 fu il suo periodo d’oro: fu l’ultimo europeo in grado di rivaleggiare con gli africani, prima che questi prendessero definitivamente il dominio. Agli europei del 1990, vinse la medaglia d’oro sia sui 10000 che sui 5000 metri. Dominò la prima gara, rifilando mezzo giro agli immediati inseguitori. Nei 5000m invece fu vittima di una caduta nelle fasi iniziale, ma riuscì a raggiungere il gruppo e a vincere la gara allo sprint. Ai Mondiali di Tokyo del 1991 partì come favorito ma durante la gara successe il dramma: Antibo fu vittima di un improvviso calo fisico nella seconda parte della gara. Riuscì comunque a terminarla ma in ultima posizione. Si saprà successivamente che la causa della crisi era stata un attacco di epilessia, malattia che gli era stata diagnosticata purtroppo già da ragazzo. Riuscirà tuttavia a tornare a gareggiare ottenendo, tra l’altro, un brillante 4° posto ai Giochi di Barcellona 1992.

 

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