Storie dal Mondo

Cosa ci aspettiamo nel 2020 dell’atletica?

Fine anno è sempre tempo di bilanci. Ma “noi siamo talmente avanti che se ci guardiamo indietro, vediamo il futuro” (cit). Al di là degli scherzi, in questo articolo non ci soffermeremo su ciò che è stato, ma su ciò che potrà essere il 2020.

La sfida in maratona fra Kipchoge e Bekele alle Olimpiadi di Tokyo

Si sono sfidati a Berlino qualche anno fa, con Bekele assolutamente fuori forma e Kipchoge a caccia del (vecchio) record del Mondo di Kimetto. In 2 anni le cose sono cambiate, con i due che hanno frantumato ogni possibile previsione correndo rispettivamente la maratona in 2h01’39” (2018) e 2h01’41” (2019). A Tokyo (anzi, Sapporo, visto il recente cambio di location) si potrebbero trovare faccia a faccia e contendersi così il titolo Olimpico. Spettacolo assicurato!

Yulimar Rojas al World Record del salto triplo.

La ragazza dall'”hop” quasi maschile, a Doha ha saltato “ufficialmente” 15.37m, ma nella finale un salto nullo è stato misurato “regolarmente” più lungo dell’attuale record del Mondo di Kravets (15.50m). Personale di 15.41m, quest’anno sembra pronta per affinare la tecnica (soprattutto per la velocità di entrata e l’esecuzione dello “step”) e arrivare a toccare quota 15.60. Magari proprio a Tokyo.

Yeman Crippa primo italiano sotto i 13′ nei 5000m e 27′ nei 10.000m.

(Foto Colombo/Fidal)

La maturazione sembra ormai completata. In questo 2019 ha conquistato il record italiano dei 10.000m (27’10″76) e ha quasi sfiorato quello dei 5.000m (13’07’84” contro i 13’05″59 di Totò Antibo). E in questo 2020 potrebbe diventare il primo azzurro a scendere sotto i due muri dei 13′ e 27′. Magari, con il sogno (non troppo velato), di mettersi in mezzo alla lotta per le medaglie alle prossime Olimpiadi.

Warholm, Samba e Benjamin alla caccia di Kevin Young.

Era il 6 Agosto del 92′ quando Kevin Young stabilì il record del Mondo dei 400hs in 46″78. E Warholm, Samba e Benjamin non erano ancora nati! Ma nel 2020 uno di questi potrebbe riscrivere la storia del “giro della morte ad ostacoli”. Già a Zurigo, quest’anno, il vichingo norvegese è arrivato a soli 14 centesimi dal record del Mondo; nella stessa gara, Rai Benjamin a soli 20. L’anno prima fu la volta di Samba, che a Parigi corse con il medesimo tempo del giovane americano. I tempi sembrano ormai maturi.

Filippo Tortu sotto ai 20″ nei 200m.

(Foto Fidal/Colombo)

Primo italiano dopo più di 30 anni in una finale Mondiale dei 100m. In questa stagione Filippo Tortu cercherà un ulteriore passo in avanti; oltre il ritorno sotto ai 10″, fari puntati sui 200m (specialità ancora non preparata al 100%). Se il 19″72 di Mennea è ancora lontano, niente vieta che il giovane rampollo delle Fiamme Gialle possa abbattere il primo “ostacolo” verso l’attuale detentore del record Europeo, ossia il muro dei 20″. Per noi la scommessa non è comunque se ce la farà, ma quando e dove. Quindi forza Filippo!

Mo Farah al suo 5° oro Olimpico

(Photo: Getty)

Capito di non avere tutte le carte in regola per competere in maratona, Mo Farah torna sui suoi passi, annunciando che a Tokyo lotterà nuovamente in pista. Cerchietto rosso sui 10.000m e caccia al 5° oro Olimpico. Occhio però alla concorrenza spietata maturata in questi anni: dalla coppia ugandese Kiplimo-Cheptegei al tris etiope Gebrhiwet-Kejelcha-Barega.

Un “bisonte” sopra i 23m nel peso.

La finale Mondiale di Doha è stata solo un antipasto di ciò che potrebbe essere questo 2020: 2 atleti (Crouser e Walsh) a 22.90m, uno (Kovacs) a 22.91m. E il muro dei 23 metri, muro superato solo da due persone nella storia del getto del peso, potrebbe cadere nuovamente.

Jakob Ingebrigtsen sotto i 3’30” nei 1500m.

(Foto Colombo/Fidal)

A Losanna il 5 Luglio si è fermato a 3’30″16, facendo segnare così il 2° crono stagionale Mondiale (dietro il solo Cheruiyot, 3’28″77). Fresco vincitore del suo 4° titolo Europeo di cross Under20 è ormai lanciato nella volata per essere, non ancora ventenne (compie gli anni a Settembre), in quel ristretto gruppo di atleti capaci di correre i 1500m sotto i 3’30”. Con, magari, chissà, anche l’obiettivo di una medaglia Olimpica.

Yassine Rachik al record italiano in maratona.

(Foto Fidal/Colombo)

A Londra ad Aprile è stato fino al 35° km in linea per battere il primato di Stefano Baldini. Il famoso “muro” ha tolto dalle gambe di Yassine brillantezza e la possibilità di agguantare quel 2h07′ e spiccioli che lo avrebbero portato in cima alle liste nazionali. Ha chiuso in ogni modo a circa 40″ dall’attuale primato e conoscendo la tenacia del ragazzo siamo sicuri che (infortuni permettendo) possa essere in grado di scendere nella primavera ventura addirittura sotto le 2h07′!

E voi, cosa vi aspettate dal 2020?