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“Oh mia bella cara pista” – Viaggio negli impianti disagiati d’Italia

Si dice che l’atletica sia la “regina” degli sport. Ma a vedere i suoi possedimenti, sembra che non sia un regno molto prosperoso. Incuria, sporcizia, disordine e problematiche strutturali sono all’ordine del giorno in tantissimi impianti sparsi per l’Italia, con addirittura piste che una volta erano il fiore all’occhiello dell’atletica Mondiale e che ora sono chiuse o lasciate abbandonate al proprio destino (per non parlare di chi una pista non ce l’ha proprio). Abbiamo cercato di raccogliere alcune storie per sensibilizzare l’opinione pubblica in merito a questa questione. Buon viaggio. Disagiato purtroppo.

Centro sportivo “Renato Rossi” di Casnate con Bernate (CO)

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Non solo pista di atletica, ma anche alcuni campetti da calcio, un percorso vita, un campo da tennis e un bar all’interno del complesso chiuso ormai da 2 anni a causa dell’assenza di società interessate al bando proposto dal Comune. Tutto il polo versa in condizioni di abbandono, con i vandali che scorrazzano indisturbati rovinando quel poco di buono che ancora è presente. Da un recente articolo si legge che l’amministrazione ha già stanziato 1 milione e 300 mila euro per la riqualificazione del tutto, ma come sempre burocrazia e problemi vari stanno ritardando la messa in moto dei lavori. Intanto i ragazzi si devono allenare fuori.

Impianto Polisportivo Geirino – Ovada (AL)

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Una pista costruita negli anni ’80 e mai un lavoro di ristrutturazione o di manutenzione. Il tempo ha ormai corroso il tartan, facendo affiorare il cemento sottostante, per non parlare delle tante buche sparse qua e là lungo i 400m dell’anello. Le pedane sono praticamente inutilizzabili e quando piove si rischia l’acquaplaning.

La pista indoor degli Europei di Torino – Genova (GE)

La pista montata nel 2014 al Palasport di Genova. Foto genova24.it

Anno 2009, Europei di atletica indoor a Torino. Conclusi i Campionati, la pista di 200m viene promessa alla città di Genova per le stagioni successive. Una pista da 800.000€ che viene utilizzata solo nel 2014, a causa degli alti costi di manutenzione e gestione degli impianti al chiuso e lasciata “marcire” in un magazzino (tutt’ora è lì chiusa) per il tempo restante. Considerato che in Italia sono solo 2 le piste indoor da 200m (Ancona e Padova), una terza avrebbe fatto notevolmente comodo. Forse però nella stessa città di Genova sembra muoversi qualcosa per il 2019

Pista di atletica di Taviano (LE)

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Dopo una lotta protratta per tutti gli anni ’90, finalmente i cittadini di Taviano (Lecce) vedono costruita la loro pista di atletica. Bella, all’avanguardia, munita di pista a 6 corsiepalestra, numerosi locali, docce e spogliatoi. Ultimata ed inaugurata nel 2004 ma MAI aperta. Come mai? Non hanno MAI costruito la strada che dalla statale che dista 600 metri, porti all’impianto sportivo (chi vi accede, utilizza una stradina stretta e sterrata piena di buche). Da 14 anni la struttura viene utilizzata per gli allenamenti da un gruppo di ragazzi, che si occupano anche dei piccoli interventi ordinari pur di continuare ad utilizzarla. Ma ormai il tutto versa in condizioni disperate e pensare che non può esser utilizzata per la mancanza di una via d’accesso fa arrabbiare (con due zeta) parecchio. Ah, tutto l’impianto è costato 3.000.000€ (soldi pubblici). Così, giusto per farvi arrabbiare (con due zeta) ancora di più.

Porto San Giorgio, Fermo (FM)

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La struttura comunale presenta delle evidenti criticità sulla pista. Il tartan è ormai un lontano ricordo con “tappeti” che si spostano ormai a mano rendendo quasi pericoloso il passaggio degli atleti. In alcuni punti il cemento è il fattore dominante. Non se la passano bene neppure le pedane con la gabbia dei lanci ormai ridotta ad uno scheletro pericolante. E dire che l’amministrazione ha già un progetto in mano da un paio di anni per la ristrutturazione di tutto l’impianto, ma per ora non ci sono notizie sull’inizio dei lavori.

Stadio dei Pini – Torquato Bresciani, Viareggio (LU)

Foto theworldandthe7seas
Foto theworldandthe7seas
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Sopra alla gradinata capeggia la scritta “Viareggio perla del Tirreno“. In passato sede di un meeting internazionale, al cui interno annovera anche il record del Mondo del getto del peso di Alessandro Andrei (1987). La pista è ancora in buone condizioni (un po’ dura ma sorvoliamo), se solo non fosse chiusa e in degrado come tutto l’impianto (gli atleti devono andare ad allenarsi allo stadio di Pietrasanta che dista 12Km). La città di Viareggio infatti, non se la passa benissimo: un debito pubblico di circa 60 milioni di euro e tutte le strutture comunali che una dopo l’altra chiudono per assenza di fondi. Nemmeno il calcio è stato risparmiato con il fallimento della squadra del Viareggio nel 2014 e la Coppa Carnevale che per un breve periodo ha visto lo stadio chiuso per manutenzione d’urgenza.

E voi conoscete altre situazioni simili? Segnalatecele commentando il nostro post!

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