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I 5 consigli fondamentali per sopravvivere in un cross (corsa campestre)

Inverno, fa freddo, le giornate sono corte, il sole è pallido e spesso piove. Per chi deve gareggiare, oltre all’aspetto della forma fisica, si creano tantissime altre variabili che possono condizionare la prestazione. I più fortunati scelgono di gareggiare al coperto, nelle indoor, ma i più temerari, per non interrompere l’attività agonistica, scelgono forse una delle discipline più difficili al mondo: la corsa campestre o detta all’inglese cross country. È possibile sopravvivere al fango nelle mutande, alla sveglia delle 6.00 del mattino e al gelo del campo gara? Con i nostri consigli (forse) sì.

 

1 – Prepara il borsone la sera prima. E metti dentro tutto (anche quello che potrebbe non servire)

Mai fare le cose all’ultimo momento. Ricordate il detto “la Furia fece i gattini ciechi?” (tra l’altro non ho mai capito se “Furia” fosse il nome della gatta, va bé). Fate il borsone la sera prima della gara, mettete dentro calzini di ricambio, mutande di ricambio, reggiseno di ricambio (per le fanciulle), maglietta della salute di ricambio (vanno bene anche quelle che vi danno alle corse di paese), maglia termica di ricambio, cappellino, guanti, soldi, patente, documenti, tessera FIDAL (o CSI, UISP, etc, altrimenti non vi fanno correre se controllano), coltellino a serramanico per eventuale aggressione al rivale (o alla rivale) in mezzo al percorso, bottiglietta d’acqua, fazzoletti per pulirsi in caso di mancanza del bagno e di sciolta dovuta alla tensione…insomma tutto quello che potrebbe servirvi. Perché andando ad un cross non si va a fare una corsa qualunque. Si va in guerra. #SAPEVATELO!

 

2 – Riscaldati bene e rimani caldo il più possibile

In inverno il calore si disperde maggiormente ed è buona norma coprirsi molto bene, sia prima che durante la fase di riscaldamento della gara. Cappellino di lana, guanti, giaccone e soprattutto indumenti termici non devono mai mancare mentre si attende il nostro turno. Nella fase di riscaldamento cercate di vestire con un abbigliamento che vi permetta di rimanere caldi senza però sudare eccessivamente. In commercio ci sono innumerevoli calzamaglie e maglie che possono fare al caso vostro. Alcuni esempi? Eccoli:

Spogliatevi poi il più tardi possibile, in modo da indossare il vostro completino (con il numero già attaccato, mi raccomando!) e avvicinarvi così alla zona della partenza disperdendo meno calore possibile e arrivando così allo start nelle migliori condizioni.

P.S: per le ragazze. Non vi preoccupate se correte con la calzamaglia e non con gli shorts, tanto i maschietti il sedere ve lo guardano comunque.

 

3 – Parti in prima fila

Se c’è uno sport da “picchia duri” alla pari della boxe, è senza ombra di dubbio quello di riuscire a rimanere davanti nei primi 100 metri delle corse campestri. Le gomitate nello sterno sono il minimo; i pugni al fegato un must. I più astuti utilizzano gli sgambetti per atterrare i rivali e giungere così alla prima curva ad imbuto nelle primissime posizioni e non incorrere così nei “tappi” che si vengono spesso a creare in queste gare su circuiti tortuosi stile luna park. Poi ok, se partite davanti sarete pure nelle foto con i Top Runners e potrete bullarvi con gli amici dicendo “pensa che fino a 500 metri dall’arrivo ero messo bene” (cit Fausto Gervasoni)

 

4 – Le scarpe non sono importanti. Di più.

Andare ad una festa di gala senza la cravatta o lavorare in cucina senza il grembiale non è concepibile. E nelle corse campestri si devono utilizzare le scarpe chiodate: leggere, morbide sopra, con una tomaia resistente ma soprattutto con quel set di chiodini giusti per aggrapparsi alla terra e sfuggire alle scivolare sul fango. Ne siete sprovvisti o dovete cambiarle, anche per un’eventuale stagione in pista? Vi veniamo in aiuto:

P.S. Portatevi dietro anche dei chiodini di scorta, perché non si sa mai, il terreno cambi consistenza rispetto al previsto e si debba fare un cambio veloce (vi assicuro che può succedere, fidatevi!).

 

5 – Quando sei in difficoltà e stai per arrenderti, pensa al ristoro finale (e alla doccia calda)

Quando sei in gara, che le gambe iniziano a non voler andare più avanti, le ginocchia non si alzano e hai rischiato di finire faccia a terra già un paio di volte, è il momento di pensare al ristoro finale. Sì, perché dopo una fatica di questo genere non c’è NIENTE di meglio del thè caldo nel bicchiere di plastica a 10.000° Fahrenhait! Pensa che più tardi arrivi, più si raffredda e soprattutto rischi di arrivare e trovare il pentolone VUOTO e il vassoio dei biscotti con solo le briciole. Poi, non c’è cosa più divina della doccia calda post gara. Quindi, FATE IN FRETTA!

Ah e comunque, c’è una regola che è al di sopra di tutto e tutti in un cross: pregate di uscirne vivi.

E voi, avete altri consigli?

(Crediti foto copertina David Lowes)