Storie dal Mondo

Haile Gebrselassie, l’essenza della corsa

Ci sono quelli bravi, poi i campioni (pochi) e poi ancora le leggende (si contano su di una mano). Infine Haile Gebrselassie, lì, da solo, sul trono. In tanti lo potrebbero accostare al “Maradona” dell’atletica, altri al “Michael Jordan” della corsa, ma sbagliano. Gebrselassie è Gebrselassie, atleta unico, talentuoso, sempre con il sorriso stampato sulla faccia e pronto a rendersi disponibile per gli altri. Gebrselassie appunto.

Haile Gebrselassie tribute

Chiudiamo il #GebreBestMoment con un video tributo. C'è chi lo definisce il più forte mezzofondista della storia. Sicuramente è fra i più grandi. Grazie di tutto Gebre, grazie di tutti questi anni di corsa!

Pubblicato da La gang degli Atleti disagiati su Lunedì 23 novembre 2015

Non basterebbe una settimana intera per raccontare la sua carriera sportiva. Il suo palmares è una lunga, lunghissima lista di medaglie (4 ori Mondiali, 4 ori Mondiali, 2 argenti e un bronzo indoor, 2 ori Olimpici, un oro ai Mondiali di mezza maratona,…), di vittorie, di record (7’25″09 nei 3000m, 12’39″36 nei 5000m, 26’22″75 nei 10000m e 2h03’59” nella Maratona), uno dei pochi, forse l’unico, ad essere rimasto ai vertici per 20 anni e aver lottato su tutti i terreni e su tutte le distanze, partendo dai 1500m fino ad arrivare alla Maratona, nel periodo forse della miglior generazione dei rivali del Kenya.

Chi è il “Gebre”.
Già da giovane si capì subito che fosse un mostro (atleticamente parlando) 

Se mi dovessero chiedere di riassumere le sue gesta mi verrebbero in mente tre episodi. Il primo, un Gebrselassie ancora sconosciuto al grande pubblico, appena 18enne che lotta per la medaglia d’oro ai Mondiali di categoria. La sfida è fra lui e il keniano Josephat Machuka. Gara tirata, ritmi altissimi fin dalla sparo e arrivati all’ultima curva la volata finale. Gebrselassie parte dietro, piano piano affianca il rivale, lo supera di due dita e in vista del traguardo, “PAM”! Machuka con un gesto di stizza colpisce con un pugno la schiena dell’etiope. Era il segno che da lì in poi in tanti per poterlo battere avrebbero dovuto usare le maniere forti, perché usando solo le gambe era alquanto dura.

Haile gets punched in the head

Intanto già da ragazzino il buon Gebre stava antipatico agli avversari che contro di lui non vincevano mai

Pubblicato da La gang degli Atleti disagiati su Venerdì 4 dicembre 2015

 

L’infinita volata con Tergat e l’oro a Sydney 2000

Il secondo ricordo che mi affiora è sicuramente quello legato alle Olimpiadi di Sydney 2000. L’Etiopia è tutta sulle spalle di Gebrselassie. I rivali storici del Kenya sono forti, agguerriti e il loro cavallo di razza Paul Tergat può davvero far male. Si corrono i 10.000m, la distanza che forse più ha valorizzato le sue doti: resistenza, perseveranza, acume tattico e un cambio di ritmo finale da manuale. Con tutti questi ingredienti non poteva che avvenire un qualcosa di spettacolare. Gebrselassie e Tergat si affacciano uno dietro l’altro sul rettilineo finale. Dopo 9900m corsi a ritmi altissimi, la volata fra i due è una delle pagine che non verrà mai cancellata dai libri di atletica leggera. 9 i centesimi di divario sulla linea del traguardo; 9 i centesimi che posero Gebrselassie ancora una volta sul gradino più alto del podio. Una sfida lunga appena il tempo di percorrere quei 100m, ma che rappresentava all’epoca l’eterna lotta sportiva fra l’Etiopia e il Kenya.

Gebrselassie vs Tergat Sidney 2000 10000m

25 Settembre 2000. Vanno in scena i 10000m maschili. La sfida come di consueto è fra gli atleti africani, con due nazioni che si contendono testa a testa le posizioni di rilievo. Da una parte il Kenya di Paul Tergat. Dall'altra l'Etiopia di Haile Gebrselassie. Una corsa non velocissima nelle prime battute, ma che si scatena nell'ultimo giro. Sono in cinque a giocarsi le tre medaglie in palio, ma quando a 250m dal termine allunga Paul Tergat, il solo Gebrselassie riesce a stargli dietro. Negli ultimi 100m sono loro due a giocarsi la medaglia d'oro. Una volata che non rappresenta soltanto una sfida fra i due più forti mezzofondisti del momento, ma che mette sul piatto la lotta eterna nell'atletica leggera fra i due stati africani. Uno dei più bei finali della storia Olimpica. #GebreBestMoment

Pubblicato da La gang degli Atleti disagiati su Lunedì 23 novembre 2015

Da sottolineare i pazzeschi ultimi 200m di entrambi, con l’etiope che chiuse in 25″8 (parziale da 800m).

 

Il World Record nella Maratona a Berlino 2008

L’ultimo ricordo è rappresentato dall’ultima grande impresa. Anno 2008. Gebrselassie si è trasformato in un corridore da strada. La pista ormai non è più un terreno in cui è possibile migliorare (ma l’eredità e la gloria è comunque stata lasciata in eredità al più giovane connazionale Kenenisa Bekele); l’età che avanza lo spinge verso le lunghe distanze, ma non per questo corse più lentamente. La sfida alla maratona fu preparata e lanciata e il 28 Settembre, tutto vestito di giallo, si entrò in una nuova dimensione. Dopo aver già scritto l’anno precedente il nuovo record con 2h04’26, con un finale a denti stretti, Gebrselassie fermò il cronometro in 2h03’58”. Un tempo impensabile fino a quegli anni, che aprì come un cancello la strada verso la ricerca sfrenata ed estrema delle 2h tonde sui 42.195m della Maratona.

Haile Gebrselassie break marathon WR in Berlin 2008

La seconda sinfonia della #GebreBestMoment di oggi è andata in scena a Berlino il 28 Settembre 2008. Nella maratona più veloce del Mondo, il nostro Haile sfreccia non solo in cerca della vittoria, ma chilometro dopo chilometro vede la possibilità di agguantare un nuovo record. Arrivato sotto la porta di Brandeburgo il suo sprint finale vede il cronometro fermarsi in 2h03'59".Qualche anno dopo saranno Makau (2011, 2h03'38"), Kipsang (2013, 2h03'23") e Kimetto (2014, 2h02'57") a strappargli il primato.

Pubblicato da La gang degli Atleti disagiati su Lunedì 23 novembre 2015