Storie dal Mondo

Il “fenomeno” Yuki Kawauchi

Se guardassimo al personale di 2h08’14” senza approfondire, diremmo che è un buon atleta internazionale, ma nulla di più. Stefano Baldini andava più forte e infatti ha vinto un oro Olimpico. Ma Yuki Kawauchi è uno sportivo al di fuori dell’ordinario e su di lui potremmo scrivere pagine e pagine.

Nato il 5 Marzo 1987, come tutti i bravi giapponesi, è cresciuto immedesimandosi nella tradizione culturale del duro lavoro e del rispetto delle regole, cosa assolutamente fondamentale per raggiungere i più difficili obiettivi della vita. E dello sport.

Ad oggi Yuki di chilometri scarpe ai piedi ne ha fatti parecchi, con numeri impressionanti per il rapporto qualità/quantità: 61 maratone sotto le 2h19′, 58 sotto le 2h18′, 54 sotto le 2h17′, 49 sotto le 2h16′, 43 sotto le 2h15′, 39 sotto le 2h14′, 33 sotto le 2h13′. Una media di 10 maratone all’anno (quasi una al mese), corse attorno alle 2h13′.

Numeri impressionanti, se si sommano poi al fatto che non è un atleta professionista, ma un impiegato statale e come tale non può dedicarsi interamente alla corsa (lavora 40 ore alla settimana).

Yuki Kawauchi nel luogo di lavoro
Yuki Kawauchi nel luogo di lavoro

Affronta la giornata un po’ come noi, lavorando per la società, ma pensando già all’allenamento serale, alle ripetute, ai recuperi, a dove passare di strada per allungare quel tanto che basta per arrivare a 90′. Un po’ come noi dicevamo, ma parecchio più veloce.

Per tanti può essere considerato una macchinetta, a cui imposti il passo e che va dritta fino a che non la abbatti. Alla maratona di New York lo scorso anno chiuse devastato in sesta posizione con 2h13’29”. La prima auto trovata lungo il viale usato per far defluire gli arrivati, fu il suo letto (quasi) di morte. Ma due settimane dopo era già nuovamente in gara.

Kawauchi è diventato ancora più famoso (sempre ce ne fosse bisogno) anche per un bizzarro record Mondiale. Vestito da impiegato, mocassini ai piedi, ha corso la mezza maratona di Kuki in 1h06’42”. Se ci provassimo noi, tempo 2 chilometri, saremmo già sudati e puzzolenti come caproni e distesi a bordo strada a causa delle vesciche sotto i piedi.

Kawauchi non è un atleta comune. E’ un supereroe. Un supereroe di cui la gente “normale” ha bisogno, perché se ce l’ha fatta lui che non è un professionista, perché non dovremmo farcela noi? Comunque mentre state leggendo questo articolo, sicuramente lui è già a progettare la prossima maratona. Sotto le 2h15′ naturalmente.

(Foto di copertina EFE/EPA/VALERIANO DI DOMENICO)