Storie dal Mondo

Iten, l’eldorado della corsa

Un altipiano posto a più 2400m di altitudine. Un paese rurale, dove la globalizzazione non ha ancora intaccato il background delle colline spoglie e delle strade sterrate. Iten, per il 99% della popolazione Mondiale è un paese sconosciuto, che potrebbe non esistere, ma per i podisti è una Mecca, un luogo sacro, magico, dove madre natura crea le persone più vicine alle gazzelle che agli essere umani.

Ad Iten la vita di tutti i giorni è povera. Non c’è molto denaro e i servizi primari a volte scarseggiano. Ma c’è una cosa che spinge avanti tutta questa popolazione: la corsa. I bambini si spostano correndo, percorrendo anche decine di chilometri ogni giorno per andare e tornare da scuola. Parte tutto come un gioco, come una necessità di vita e per tanti si trasforma in un’opportunità per uscire da quello stato di povertà che attanaglia loro stessi e le loro famiglie. Dopo una vita difficile, il sogno di diventare qualcuno e di portare soldi a casa, spinge quasi tutti i ragazzi ad intraprendere la vita del podista. La selezione è però pazzesca e purtroppo solo i più forti ci riescono.

Ad Iten non importa che tu sia David Rudisha, Samuel Wanjiru, Florence Kiplagat, Asbel KipropPatrick Makau, Abel Kirui, Paul Tergat, Mary Keitany. La persone che ti vedono a bordo strada ti incitano, perché lì, la cultura della corsa è insita in tutte le persone. Imparano prima a correre che a camminare.

La pista di atletica di Iten
La pista di atletica di Iten

Ad Iten è facile trovare anche tanti stranieri impegnati in stage di allenamenti per periodi più o meno lunghi. La pista di Kamariny è meta prediletta per i lavori più impegnativi. Ma qui non c’è asfalto, non c’è tartan, c’è solo della terra battuta. Ma tutti vanno forte perché il lamentarsi porta solo via energie preziose.

Iten insomma, l’eldorado del podismo Mondiale.