Strada Track & Field Varie

Best of 2017 – Fatti, personaggi e momenti dell’anno che sta per finire

Cari disagiati che ci seguite,

un altro anno si è concluso. Per certi versi è stato un anno atletico memorabile, caratterizzato da gare incredibili, clamorose vittorie e altrettante cocenti delusioni. Ma accanto a questo, si sono verificate anche altre piccole cose, che resteranno incancellabili nei ricordi. Noi a tal proposito abbiamo fatto una cernita, e abbiamo stilato una lista di fatti, personaggi e momenti atletici di quest’anno che meritano di essere ricordati sotto ogni punto di vista. Non è stato facile, ma noi ci abbiamo provato. Ah, e se qualcuno di voi si sentisse escluso, ha sempre l’anno prossimo per rifarsi. Buona lettura!

 

12) IL BABY FENOMENO JAKOB INGEBRIGTSEN

Effettivamente, quando fai atletica e hai due fratelloni supercampioni (Filip e Henrik hanno rispettivamente 3’33″72 e 3’31″46 sui 1500m) è naturale che anche tu abbia grandi motivazioni e voglia dimostrare al mondo intero il tuo valore. Forse però quest’anno il piccolo Jakob ci è andato giù un po’ troppo pesante, nel senso buono del termine. Nel 2017, nel suo diciassettesimo anno di età, ha ottenuti i seguenti risultati: ha siglato il record nazionale norvegese Under18 sugli 800m correndo in 1:49.40. Ha stabilito il record Europeo Under 18 sui 5000m in 13’35”84. Ha corso i 1500m in 3’39”92, il miglio in 3’56”29 e i 3000 siepi in 8’26”81. Campione Europeo U20 a Grosseto sui 5000m e sui 3000 siepi. Oro continentale agli Europei di Cross di Samorin nella categoria U20. Cioè… questo qua è forte. Punto. Speriamo però che non esploda.

 

11) KARSTEN WARHOLM, DALLA NORVEGIA CON FURORE

Mondiali di Londra, finale dei 400hs. Dopo una vittoria sorprendente, il norvegese Karsten Warholm si presenta così davanti a microfoni e telecamere. Forse era in ritardo per la festa di carnevale? Forse voleva rendere omaggio alle divinità scandinave intercedute per farlo vincere? Forse era semplicemente ubriaco come una spugna? A noi fa ancora più ridere per la sua assoluta compostezza durante l’intervista. Così, come se indossasse un elmo tutti i giorni. Numero unoSe non puoi essere esuberante a 21 anni, allora quando?

 

10) L’ANGELICA ASCESA DI YULIYA LEVCHENKO

 

Dicono che gli angeli sono fra di noi e uno di questi si chiama sicuramente Yuliya Levchenko. Campionessa Europea Under23 a Bydgoszcz, argento Mondiale a Londra e bronzo agli Europei indoor di Belgrado. Seconda atleta al Mondo nel 2017 con 2,01m, la prima “umana” dietro alla extra-terrestre Maria Lasitskene. E poi quella bellezza da ragazza dell’est che ha fatto impazzire milioni di adolescenti in tutto il Mondo. Compreso noi.

 

9) LA DOPPIETTA RECORD DI JOYCILINE JEPKOSGEI

Una gazzella imprendibile che nelle corse su strada quest’anno ha fatto il buono e il cattivo tempo. Simbolo dell’Africa femminile che corre, corre e macina chilometri instancabile, la sua cavalcata è stata inarrestabile. Chiude il 2017 con il record del mondo femminile sui 10km su strada in 29’43”, il record del mondo sui 15km su strada in 45’37”, il record del mondo dei 20km su strada in 1h01’25” e, sopratutto, il mostruoso record del mondo femminile sulla mezza maratona in 1’o4’51”. E a 24 anni di età ha ancora davanti tante gare per abbassare ancora di più i suoi tempi.

 

8) RUTH BEITIA, LA “MAMMA” DAL GRANDE CUORE

Ai Mondiali di Londra, durante la gara del salto in alto, la nostra Alessia Trost scoppia in lacrime per la gara andata male, e la sua sorella maggiore nonché grande amica Ruth Beita accorre a consolarla. Un gesto di rispetto ed empatia nei confronti dell’avversario che ha toccato il cuore a tutti noi. Classe 1979, è sempre stata una grandissima atleta non solo a livello di medagliere, ma soprattutto a livello umano; anche quando perdeva regalava sempre un sorriso al pubblico. Ruth Beita, ritiratasi dall’agonismo proprio in questa stagione, ha conquistato il premio Fair Play dalla IAAF. Non meno importante, ha conquistato adesso anche un posto nell’articolo Best of 2017 degli Atleti Disagiati. Adesso il premio della IAAF può anche buttarlo via.

 

7) LA SPALLATA DI VETTER A LUCERNA

Johannes Vetter 94.44m a Lucerna

Johannes Vetter, poco fa a Lucerna, 94.44m nel giavellotto: 2° ALL-TIME! Il mostro Jan Zelezny a 98m e passa, da quest'anno, con Vetter e Rohler, sembra più vicino.

Pubblicato da La gang degli Atleti disagiati su Martedì 11 luglio 2017

Meeting di Lucerna, 11 Luglio 2017. Johannes Vetter sente la sfida tutta tedesca con l’amico rivale Thomas Rohler, che a Doha a Maggio aveva scagliato il giavellotto poco sotto i 94m (93.90 per la precisione). Si avvicinano i Mondiali, la forma cresce e dopo 3 lanci già sopra la media, il teutonico tutto bicipite, scaglia il suo attrezzo a 94.44m. Nuovo record nazionale, 2à misura all-time (dietro al solo Zelezny) e miglior prestazione dell’anno secondo le tabelle IAAF. Consiglio: non partecipate ad una rissa contro di lui, mi raccomando.

 

6) L’INSTANCABILE YUKI KAWAUCHI

Non si poteva evitare di spendere due parole per l’impiegato volante, il dolce spietato corridore, il fenomenale giapponese che non conosce la parola ‘riposo’, e che sfreccia come una saetta per le strade del Sol Levante. Oltre ai suoi risultati eccezionali, Kawauchi merita di essere ricordato perché lui è uno di noi, uno che si fa il mazzo a lavoro e si fa il triplo del mazzo allenandosi nei rari respiri di libertà che la giornata gli concede. Un esempio moderno di come chiunque possa raggiungere grandi obiettivi.

La media sulle 77 maratone che ha corso durante la sua carriera ammonta a 2h13’29”. Il dato più eclatante è però il seguente e riguarda il 2017: dopo quella di dicembre, 75 maratone corse sotto le 2h20′, e ciò lo pone alla pari di Doug Kurtis in quanto a numero complessivo di maratone corse sotto le 2h20′. Bene, adesso gliene manca solo UNA per il record.

 

5) ANDO’ VAI?

Ce lo hanno sempre detto e ripetuto i nostri allenatori: nelle gare è fondamentale rimanere concentrati, perché le gare si vincono con la testa. Come i kenioti, ad esempio. I kenioti sono maestri di concentrazione mentale, corrono per la fame, per loro la corsa è tutto, non possono permettersi di sbagliare neanche un allenamento, dovete imparare da loro…vedere i 3000 siepi femminili ai mondiali di Londra per credere.
Figura in diretta Mondiale.

 

4) IL KENIOTA DEL NORD: SONDRE MOEN

New Marathon European RECORD

Mostruoso Sondre Moen! Questa notte l'atleta allenato da Canova ha vinto la maratona di Fukoka con il nuovo record europeo sulla maratona (2h05'48''). Passaggio ai 30km in 1h30'07'' (media 3'00'' al km); dal 30° al 35° km in 14'38''; 37° km in 2'53''. Che ne dite? Ancora convinti che gli africani siano geneticamente superiori?[🎥 NOBUKI T&F]

Pubblicato da La gang degli Atleti disagiati su Domenica 3 dicembre 2017

In un mese ha corso a Valencia la mezza maratona in 59’48” (2’50″/Km) e la maratona a Fukuoka in 2h05’48” (2’58″/Km, Nuovo Record Europeo).  Lui è Sondre Moen, proviene dal grande nord, più precisamente dalla Norvegia, e, sotto la lente esperta di Renato Canova, ha deciso di dedicare una parte della sua vita alla corsa al 100%. Talento innato, testa mostruosa, voglia di faticare encomiabile. Nessun ‘bianco’ ha mai fatto i suoi tempi.

Sia chiaro. I kenioti adesso rimangono di un altro pianeta. Ma questo non vuol dire che siano imbattibili. Adesso sì. Ma chissà che forse, in futuro…

 

3) IL MURO DELLE 2 ORE HA LE “ORE CONTATE”

2h00'25" #Breaking2 Eliud Kipchoge

Da Monza il #Breaking2 ci ha portato in una nuova dimensione.5k: 14:1410k: 28:2115k: 42:3420k: 56:4925k: 1:11:0330k: 1:25:20 35k: 1:39:3740k: 1:54:04Finale: 2h00'25". Il muro è ancora lì, ma mai nessun uomo era arrivato così vicino. Spaziale Eliud Kipchoge.

Pubblicato da La gang degli Atleti disagiati su Venerdì 5 maggio 2017

Un’operazione studiata nei minimi dettagli per tentare di portare le capacità umane oltre orizzonti inesplorati. Mai come negli ultimi anni il muro delle 2 ore sulla maratona è stato così affascinante. Eroe designato era Eliud Kipchoge ma, come sappiamo, ha fallito. Bene, per noi è irrilevante. Correre una maratona in 2h00’25”, crono finale di Kipchoge, è qualcosa di mostruoso, di indescrivibile, di titanico. E lo stesso Kipchoge, subito dopo l’arrivo ha detto al Mondo intero: “Ora so che si può fare. Quindi il muro ha le ore contate.

 

2) SARA DOSSENA E LA MARATONA DI NEW YORK

Foto Colombo/Fidal

Completino rosa, calzettoni portafortuna, grinta da vendere e zero timore degli avversari. Senza dubbio Sara Dossena è l’atleta italiana più famosa del momento. Partita per la maratona di New York con l’obiettivo dichiarato di divertirsi senza pensare troppo al tempo. Sparo, partite! Dopo i primi metri si rende conto che il ritmo è lento, e, senza paura si mette davanti ad avversarie molto più quotate di lei; la nostra Sara si butta in testa con l’incoscienza dell’allieva ma con la determinazione della campionessa. Tutti gli appassionati hanno provato un tuffo al cuore di emozione vedendo la nostra atleta al comando, soprattutto grazie anche alla diretta TV della Rai. E proprio con la diretta televisiva, la gara ha fatto un boom di ascolti in tutta Italia, e anche l’atletica ne ha giovato! E alla fine l’obiettivo è stato centrato: 2h29’39” (3’32”/km) e dieci e lode! Sì, si è proprio divertita!

 

1) L’ADDIO DA FILM DI SUA MAESTÀ USAIN BOLT

 

Un colpo di scena incredibile. E chi l’avrebbe detto? Una carriera leggendaria finisce con uno strappo e una caduta ai mondiali di Londra. E dire che dopo lo smacco del mancato oro sui 100m la folla si aspettava un Bolt indemoniato, in grado di chiudere una carriera con un oro nella staffetta 4×100 con la ‘sua’ Giamaica. E invece no, il destino è stato crudele, l’altetica è crudele. E l’immagine di un Bolt impotente, della caduta degli dei, è qualcosa di difficile da accettare, qualcosa di forte. E adesso uno come lui il mondo dell’atletica non ce l’ha più. Un’uscita di scena che nessuno si sarebbe aspettato e di cui ancora adesso si parla.

Ma…

Potrà questa piccola macchiolina offuscare l’astro di Usain Bolt e tutto quello che lui ha dato all’atletica?Assolutamente no.