Storie dal Mondo

Alberto Juantorena, il cavallo pazzo

El Caballo era uno così: un mostro. Potente, con una corsa tutta spinta, tutta ampiezza. Un uomo che aveva sposato questa atletica e non si fece traviare dalla nuova atletica che stava venendo alla luce in quegli anni, quella dei meeting. Dove cominciavano a girare quattrini, dove c’erano le lepri giuste nelle gare giuste, dove si facevano i record del mondo. A Juantorena non gliene fregava niente. E io dico che se lui fosse entrato nel giro dei meeting, sarebbe andato sotto l’1’41” sugli 800 già allora…”

(L. Gigliotti con C. Rinaldi, Mi chiamavano Professor Fatica, 2014)

Con queste parole il Professor Luciano Gigliotti, storico allenatore dei mostri sacri Gelindo Bordin e Stefano Baldini, elogia un altro atleta, ma non uno dei suoi, bensì un mezzofondista cubano il cui nome nelle liste di partenza metteva la pelle d’oca a chiunque: Alberto Juantorena, soprannominato Il Cavallo Pazzo.

Nessuno al mondo sinora è riuscito nella sua impresa: doppietta olimpionica 400m- 800m, tanto meno uno che da giovane era stato avviato alla carriera di giocatore di basket! Ma il talento e la dedizione atletica non tardano a dare i propri frutti, portandolo ben presto al successo, e, ancor prima delle fortunate olimpiadi del 1976, vince numerosi ori internazionali nel giro della morte.

Inizia a preparare seriamente gli 800 metri solo nel 1976, e si qualifica per le Olimpiadi di Montreal. Ovviamente nessuno scommette su di lui. Ma non hanno fatto i conti con le sue lunghe leve e il suo motore da purosangue!  Il 25 luglio 1976, all’Olympic Stadium di Montréal, c’è tensione nell’aria. Finale degli 800m: lo sparo del giudice azzera le ansie e dà fuoco alle polveri: si parte subito forte, i primi 300 metri sembrano quelli di un 400 secco. In mezzo a volti noti, tra cui figura niente meno che Steve Ovett, un ragazzone cubano dalla falcata impressionante si fa largo e stacca tutti, andandosi a prendere l’oro olimpico con il nuovo record del mondo: 1’43”50! Ultimi 100m in 11’9! Battuto il record di un certo Marcello Fiasconaro…

Tre giorni dopo si ripete sui 400m, la ”sua” gara. La fatica accumulata sul doppio giro di pista è solo un ricordo, il confronto con gli avversari è impari, troppo netta la sua superiorità. Non ci sono armi contro un marziano che ha una falcata di 2 metri e 70!! Alto e meraviglioso, dolce spietato corridore, si prende il suo secondo oro olimpico in 44”26. Stavolta nessun record del mondo, ma record personale!

Una favola quelle olimpiadi! Juantorena portò il giro della morte e gli 800m a livelli di popolarità incredibili. Grazie a lui Cuba e l’atletica mondiale vissero giorni memorabili, che ancora oggi qualcuno rimpiange.

E pensare che quel giorno alla finale degli 800 c’era anche un po’ di Italia, con il Professor Gigliotti, il quale aveva portato con sé il suo ottocentista Carlo Grippo. Quest’ultimo aveva dominato la batteria e la semifinale degli 800; purtroppo però non bastò, poiché in finale si trovò davanti colui che Gigliotti nel suo libro definisce

”il più grande ottocentista di tutti i tempi”

Che storia! Che grandi campioni ci ha regalato l’atletica! Speriamo che il futuro ce ne riservi altri e, se vogliamo, ancora migliori!