Storie dal Mondo

Chi può battere Kimetto? Il World Record della Maratona

Berlino, 28 settembre 2014. Una mattina soleggiata, un clima ideale per affrontare una corsa. E in scena non ci sarà una gara qualunque ma la maratona cittadina, famosissima in tutto il Mondo per la sua alta velocità di percorrenza. Tanti gli atleti che vi hanno partecipato, fra cui ricordiamo Paul Tergat, il mito Haile Gebrselassie e Patrick Makau, detentore della miglior prestazione Mondiale (2h03’38” anno 2011). Ma facciamo un attimo un passo indietro.

Patrick Makau sorridente dopo aver tagliato con il nuovo record mondiale il traguardo della Maratona di Berlino 2011

La maratona è una specialità dell’atletica leggera che ogni uomo conosce. La sua origine risale all’antica leggenda di Filippide, messaggero di Atene, il quale corse per 42,195 chilometri per annunciare la vittoria ateniese contro l’impero persiano nel 490 a.C. Ecco spiegato perché le maratone sono sempre lunghe quella distanza.

Questo potrebbe allarmare il lettore poco esperto: ”Ma io muoio se corro 42 km” . E in effetti il buon Filippide nella sua corsa ci lasciò le penne…

2500 anni dopo, la maratona continua a esercitare un forte fascino sui podisti di tutto il globo. E, se aggiungiamo che c’è parecchia gente che la corre sotto i 4′ al km, il fascino si tramuta in stupore. Ma non è finita qui. Infatti, se poi precisiamo che ci sono alcuni in grado di correrla ad una media inferiore ai 3′ al km, signori, qui stiamo parlando di fantascienza. Perché ci sono ancora oggi persone che non ci credono, o meglio non concepiscono la possibilità che la macchina umana possa viaggiare ad una andatura così elevata per tutti quei chilometri.

Torniamo a Berlino, a quel 28 Settembre 2014. La maratona con il percorso che si adatta di più alla ricerca della prestazione massima, vuoi per il percorso piatto, vuoi per i lunghi rettilinei, vuoi per i tanti soldi degli ingaggi. Ma nessuno si aspettava che andassero così forte.

Quel giorno, per la prima e unica volta, un essere umano abbatté il muro delle due ore e tre minuti, andando a toccare con un dito, o meglio con la punta dei piedi, una zona cronometrica buia e ignota, e provò delle sensazioni di fatica e atletica mai assaporate dalla specie umana. Denis Kipruto Kimetto, questo il nome del fenomeno. Chi era costui? si domanderanno alcuni. E, in effetti, ai nastri di partenza era sì un campione, ma non eccellente rispetto ad altri. Probabilmente nessuno avrebbe scommesso su di lui, perché sulla mezza aveva 59 minuti scarsi, sui 10000 “solo” 28’30”. Insomma, sulla carta era uno forte, ma non proprio così diverso da tanti altri suoi simili.

Però qualcuno si era scordato che la maratona non sono calcoli e statistiche. La maratona non ha un esito scientificamente prevedibile.

Cosicché quel giorno un altro muro cadde a Berlino: 2h02’57”. Qua siamo oltre la scienza, qua siamo persino abbondantemente ai confini della fantascienza. E nessuno finora ha fatto meglio. Ci hanno provato, ci stanno provando, avrebbero dovuto già riuscirci secondo i proclami della vigilia e probabilmente ci riproveranno finché quel muro che Kimetto ha innalzato non verrà a sua volta distrutto. Ma intanto il muro è la, solido come marmo.

Ed ora vi diamo un assaggio statistico dell’impresa di Kimetto, ovvero di cosa significhi fare 2h02’57” in termini reali o meglio numerici:

Primo km: 2’53”.

5 km: 14’42”.

10 km: 29’24” (ultimi 5km 14’42”, perfettamente regolare).

15 km 44’09” (ultimi 5 km 14’45).

20 km 58’35” (ultimi 5km 14’26”, leggero aumento).

mezza maratona: 1h01’45”.

25km: 1h13’08” (ultimi 5km 14’33”).

30km: 1h27’37” (ultimi 5km 14’29”).

35km: 1h41’47” (ultimi 5km 14’10”, aumento pazzesco considerando la parte di gara).

40km: 1h56’29” (ultimi km 14’42”).

42.195 km: 2h02’57” RECORD DEL MONDO

Km più forte: 33esimo: 2’46”.

Km più lento: 40esimo: 3’01” (unico km sopra i 3′).

Seconda parte di gara clamorosamente più forte della prima: 1h01’45” vs 1h01’12”.

Che dire? È andato forte? Che ne pensate? Noi, dal canto nostro, ci limitiamo a dire questo: NON CI SONO PAROLE