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Dimmi cosa fai e ti dirò chi sei

In Harry Potter era il cappello parlante a dire in che “casa” saresti dovuto essere. In atletica le cose non sono differenti, ma al posto del cappello, sono le qualità personali a determinare quale strada dovrai percorrere. Ma sotto un certo aspetto, c’è anche una cosa invisibile che ti ha portato a scegliere una specialità invece di un’altra: è la tua personalità. Noi grazie a studi scientifici dell’Università di Kuala Lumpur siamo riusciti a darvi la corrispondenza fra ciò che fate e ciò che siete. Nirvana scansati.

1 VELOCISTA: FIGLIO/A DI PAPA’ EXTRA VANITOSO/A

I velocisti incarnano alla perfezione il mito delle divinità greche: fisicamente perfetti, muscoli sempre in vista (o chiappe al vento se si tratta di una lei), prestanti, amanti di loro stessi e del loro aspetto e soprattutto in mostra per le attenzioni e gli onori da parte del popolo. Quando corrono cercano il massimo della coordinazione per eseguire il gesto perfetto e quando arrivano trattengono il fiato gonfiando il petto e inarcando la schiena in modo da farsi immortalare in pose statuarie dai fotografi nel campo. “Puzzetta sotto al naso” da grandi figli di papà, si vantano dell’equipaggiamento ipertecnologico: le scarpe fatte su misura, il body firmato da 350€ e gli occhiali sportivi da sole che vengono indossati anche quando è notte (tanto servono solo per fare scena). Da “principini” hanno poi scelto le corse brevi perché altrimenti si stancano troppo. Guai a faticare!


P.S. tutti gli altri comunque si rodono il fegato perché vorrebbero essere come voi.

2 MEZZOFONDISTA/MARATONETA: SOGNATORE MA CON LE TASCHE VUOTE
(Photo gorunningtours)

Sei un/a sognatore/sognatrice. I chilometri da percorrere ti servono come alibi per girare il Mondo, per andare a caccia di avventure, per conoscere posti nuovi e persone nuove. Una maratona per te non è una semplice gara, è “la gara”, un viaggio lungo 42km e 195 metri. Sei però povero/a come pochi, tanto che i clochard quando ti vedono ti danno qualche spicciolo, e tante volte sei obbligato/a a rinunciare alla tua indole da sognatore per tornare con i piedi per terra, fra i “comuni mortali”, a lavorare in qualche ditta di vernici tossiche o manovale in qualche impresa di costruzioni. Tante volte vorresti anche unire l’utile al dilettevole, provando a fare qualche risultato, ma ti scontri sempre con le qualità fisiche da giocatore di scala 40 e alcune volte con i chili di troppo. La sera però quando ti addormenti, come l’albatros di Baudelaire, goffo sulla terra ma spettacolare in volo, sogni di trasformarti in una gazzella e correre nell’infinità della savana.
P.S. ora però svegliati che devi andare a lavorare!

3 LANCIATORE: RINNEGATO

Da piccolo il fisico un po’ cicciottello e la statura un po’ più grande della norma ti hanno sempre contraddistinto. Eri il/la cattivo/a del parchetto o lo/a sfigato/a “cicciobomba” della scuola. In ogni caso le persone per bene ti rinnegavano, fino a che hai capito che lo sport ti avrebbe potuto dare quella valvola di sfogo di cui avevi bisogno. Hai provato con il calcio, ma l’unico ruolo possibile era il portiere a e non prendevi un pallone nemmeno se te lo tiravano in faccia; hai provato ciclismo, ma dopo 3 curve avevi già rotto una ruota e il telaio; hai provato a correre, ma dopo 120 metri eri già in insufficienza respiratoria e l’ambulanza abitava ormai lì per portarti in codice rosso all’ospedale. Poi però, il mondo dei lanci. Un’oasi dove tutti sono come te e che ogni allenamento finisce a porchetta e birra. Il paradiso.


P.S. da tanto che siete rinnegati, le gare di martello/disco sono sempre come prima prova o addirittura in un campo esterno ed isolato. Fateci caso.

4 PROVE MULTIPLE: ETERNO INDECISO

Cosa faccio, vado o non vado? Prendo questa o quell’altra strada? Vado in macchina o in autobus? Meglio Ligabue o Vasco Rossi? Sei un eterno indeciso, vuoi fare tutto e se ci provi fai male ogni cosa. Poi però scopri che c’è uno sport in cui puoi fare male addirittura 10 cose (7 per le donne): è il decathlon! E tutto ad un tratto la vita si trasforma in una certezza. Forse.

(www.thewangconnection.com)

 

5 SALTATORE: PARANOICO CON UN PIZZICO DI INDOLE AVVENTURIERA

Se sei un saltatore/saltatrice di qualunque disciplina, ti accomuna sicuramente una cosa: la ripetizione del gesto tecnico. Ore e ore a ripetere dove mettere il piede, come inclinarsi, quando partire, con che angolazione entrare, quanto spingere, che rincorsa fare…due coglioni alla fine. Ma tu sei costretto/a a ripetere e ripetere per ridurre al minimo la percentuale di errore e arrivare a qualche centimetro in più in gara. Con il tempo ti riempi di paranoie: “Sarà fatta bene la rincorsa? Avrò usato l’asta giusta? Questo è il punto giusto per partire?“. In casa hai anche uno psicologo personale che ogni tanto va da un altro psicologo per curarsi da tanti problemi che hai. Fortuna che queste paranoie si interrompano ogni tanto con l’indole da avventuriero/a del “lanciarsi” al di là di un ostacolo o balzare il più lontano possibile. Indiana Jones approved.

(Darya Klishina of Russia competes in the women’s Long Jump final of the Rio 2016 Olympic Games Athletics, Track and Field events at the Olympic Stadium in Rio de Janeiro, Brazil, 17 August 2016. EPA/DIEGO AZUBEL)

P.S. menzione speciale per le chiappe delle saltatrici. Divine!

 

6 MARCIATORE: RIBELLE

Hai sempre preso la vita come una sfida. Sei sempre stato un anticonformista. Nel gruppo eri sempre il “diverso”, quello strano, perché le cose “normali” ti hanno sempre portato alla noia. Alcune volte lo facevi anche apposta, scegliendo sempre la cosa opposta rispetto a tutti gli altri ragazzi del gruppo. Tutti corrono, saltano e lanciano. Gesti alquanto semplici che si imparano fin da bambini. Tu invece no. Tu marci e te ne freghi di ciò che pensano gli altri. Perché ti piacciono le cose difficili.

P.S. probabilmente sei anche un fan accanito del Che Guevara.

 

7 ALLENATORE-TECNICO: SADICO

Diciamocelo. Lo fate per noi, perché senza sudore e fatica i risultati non si ottengono, ma alcune volte sembra che a farci stare “male” ci prendete gusto. La scaletta degli allenamenti è sempre un crescere di lamenti e più ci lamentiamo, più aumentano i carichi di lavoro. Con la scusa della settimana di scarico ci fregate tutte le volte. Ma vi vogliamo comunque bene. Stronzi.