Storie dal Mondo

La TOP 10 atletica degli ultimi 30 anni

L’atletica è uno sport che nell’ultimo trentennio (e non solo) ha sfoderato centinaia di campioni. Ma tra di essi, quali sono stati i dieci che hanno veramente lasciato il segno? Noi abbiamo stilato la nostra classifica: BUONA LETTURA.

(Ps. abbiamo scelto atleti che non corrono più, quindi se qualcuno di voi lettori si sentisse escluso troverà la giustificazione).

 

10) FLORENCE GRIFFITH-JOYNER 

Era una grande promessa nei college universitari americani, e ‘sul campo’ si è confermata una splendida realtà:  leader mondiale indiscussa della velocità a cavallo degli anni ’80, periodo in cui ha ottenuto 3 ori olimpici e due argenti, detiene dal 1988 i record mondiali sui 100 (10”49) e 200m (21”34). Emblema della cultura sportiva degli USA, ai quali va il merito di sfoderare centinaia di talenti mediante il sistema dei college, grazie all’atletica ha aiutato la famiglia ad uscire dalla povertà ed è stata anche modella. Scomparsa prematuramente nel 1998, le sue imprese resteranno incancellabili nella memoria.

9) STEFANO BALDINI

Perché ci rappresenta. Perché è il simbolo della filosofia del ‘lamentarsi zero, lavorare tanto’. Perché le sue imprese dimostrano che il lavoro paga, sempre. Perché pochi sanno che ha avuto anche lui i suoi acciacchi, ma si è sempre rialzato. Perché ha vinto l’oro olimpico nella maratona, e lo ha fatto ad Atene, culla millenaria dell’atletica, e per di più battendo l’Africa. Perché ancora oggi, appese le scarpe al chiodo, lavora per l’atletica. Perché, semplicemente, lui è Stefano Baldini.

8) PAUL TERGAT

Un giorno del 1991, un ragazzone di 22 anni si reca al campo sportivo e inizia a correre. Nemmeno due anni dopo, lo stesso ragazzone di prima sfreccia come un treno nelle piste di tutto il mondo combattendo per ori olimpici e primati mondiali. Simbolo del Kenya, Paul Tergat è stato il portabandiera di una generazione di mezzofondisti che hanno alzato la testa in patria e sono usciti dalla povertà solo grazie all’atletica. Detentore di prestazioni da urlo su tutte le distanze del mezzofondo e del fondo, è stato però penalizzato sul fronte delle medaglie d’oro internazionali. Forse, anzi sicuramente avrebbe meritato di più a livello di risultati, tuttavia ha avuto la sfortuna di nascere sotto una strana congiunzione astrale, che lo ha fatto gareggiare nello stesso periodo in cui correva per le piste un’altra stella atletica, che ritroverete più avanti…

7) MAURICE GREENE


Dal 1997 al 2002 nelle gare di velocità, senza troppi giri di parole, c’era solo lui. Un dominio che lo ha portato a vincere due ori olimpici e sei mondiali, senza dimenticare un altro argento e bronzo olimpico. Un palmarès personale strabiliante. Ciliegina sulla torta fu l’allora record del mondo sui 100m, stabilito il 16 luglio 1999 ad Atene con il tempo di 9″79. Atleta e personaggio dentro e fuori dal campo, è stato capace di attrarre su di sé le simpatie del pubblico con vari sketch e improvvisazioni, come quando al termine di una gara di 100m ha preso un estintore per ‘spegnere le fiamme divampate dalle sue scarpe’. Anche così si rende famosa l’atletica.

6) PAULA RADCLIFFE

Se vi capita di fare un giro per le piste del Regno Unito, appuntatevi bene il suo nome: Paula Radcliffe. 12 ori internazionali per lei, di cui 6 mondiali. In patria, dai 3000 metri alla maratona non c’è storia: tutti i record, dalla Manica in su, appartengono a lei! Pauroso soprattutto quello della Maratona, perché è anche il record del mondo femminile. Per i suoi meriti sportivi è stata insignita dell’Ordine dell’Impero Britannico. Ma per noi appassionati di numeri e classifiche basta solo leggere il crono del suo record in Maratona: 2h15’25”. ALIENA.

5) SAïD AOUITA

L’atleta più completo della storia. Nessuno, dati alla mano è stato in grado di andare forte come lui su distanze tanto diverse fra loro: dal 1985 al 1987 ha vinto 44 gare di fila su distanze che andavano dagli 800 ai 10000 metri. Ha reso nota l’atletica in terra araba e ancora oggi al suo paese è onorato e stimato. Ha corso gli 800m sub 1’44”, i 1500m. sub 3’30”, i 3000m sub 7’30”, i 5000m sub 13′ e i 10000 sub 27’30”. Ha stabilito il record del mondo sui 1500m, sui 2000m, sui 3000m, sulle 2 miglia e sui 5000 m. Infine, ha ‘solo’ vinto un oro olimpico. DI UN ALTRO PIANETA!

4) CARL LEWIS

Un’icona, un idolo nazionale del popolo americano che anche in Europa è stato amato e ammirato. Il figlio del vento ha vinto 10 medaglie olimpiche, spartite fra 100m, 200m, salto in lungo e staffetta 4 per 100. Ha stabilito tre record del mondo su 100m, salto in lungo e staffetta 4×100. Inoltre ha fatto registrare la punta di velocità più alta mai raggiunta da un uomo con 43,373 km/h, prima che ‘qualcuno’ la battesse. Una carriera longeva e costante. Nonostante il successo, Carl ha dimostrato sempre professionalità e serietà, senza farsi condizionare dalla fama, dal successo e soprattutto dalle infondate accuse di doping di cui fu vittima. Ambasciatore della FAO. Dal 2011 è entrato in politica, e ancora oggi in tutto il mondo rimane l’emblema del campione giovane, sorridente e leale.

3) HICHAM EL GUERROUJ

Un signore del mezzofondo tra gli anni ’90 e il Duemila, un titano delle gare su pista. Uno che si allenava forte per andare forte. I numeri parlano chiaro: 2 ori e un argento olimpico; 7 ori Mondiali (di cui 3 indoor); quattro record del mondo attualmente in vigore (1500m indoor e outdoor, miglio e 2000m). Dal 1997 al 2003 è stato campione mondiale sui 1500m. Un intelletto atletico superiore e una forza di volontà mostruosa, che gli hanno permesso di ottenere una doppietta olimpica nel 2004, a fine carriera. La sua testa da campione gli ha permesso di riscattarsi alla grande dopo una caduta in finale dei 1500m nel 1996 alle Olimpiadi, mentre un atleta normale probabilmente avrebbe accusato il colpo. In quasi tutte le gare non olimpiche o mondiali, una spanna sopra tutti: dopo il primo giro aveva già scavato una voragine sugli inseguitori, come quando a Roma ottenne il record mondiale sul miglio. L’Italia sicuramente gli ha portato bene, perché sempre a Roma ha ottenuto anche il record mondiale sui 1500: un 3’26” che non ha bisogno di commenti. Membro del Comitato Olimpico Internazionale, tutti i giovani marocchini che muovono i primi passi nel mondo della corsa hanno lui come idolo.

2) HAILE GEBRSELASSIE

L’essenza della corsa. Simbolo dell’Etiopia e dello strapotere dell’Africa nel fondo e mezzofondo. Le sue sfide con il keniano Paul Tergat hanno infiammato gli stadi di tutto il mondo, anche se ‘Gebre’ vinceva quasi sempre. Una persona educata, corretta, garbata e sempre leale. 20 anni di atletica ad alto livello: nessuno come lui. Primeggiava su tutti i terreni e su tutte le distanze, partendo dai 1500m fino ad arrivare alla Maratona. Per lui 26 record mondiali, 4 campionati del mondo vinti, 2 ori olimpici conquistati, attuale detentore del record dei 20000 metri piani, dei 30 km su strada e dell’ora. Gli aggettivi non bastano per glorificarlo. Chiunque, anche gli avversari, hanno sempre parlato bene di lui. Un mostro sacro. Per chi di atletica se ne intende, ‘Gebre’ è famoso almeno quanto il personaggio che comparirà fra poco…

1) USAIN BOLT

(Photo by Christian Petersen/Getty Images for IAAF)

In una parola? L’ATLETICA. Nessuno, ma proprio nessuno, ha lasciato il segno come Bolt nel nostro sport. Due record mondiali su 100 e 200 di cui non occorre scrivere il tempo, perché lo conoscono anche i sassi, e che forse non verranno mai battuti. Un predestinato. Già fenomeno a 16 anni, per descrivere la sua grandezza forse sarebbe riduttivo persino elencare i suoi primati e snocciolare i suoi 8 ori olimpici. Perché Usain Bolt è qualcosa di più che numeri. Perché lui per oltre un decennio si è portato sulle spalle l’onere di simboleggiare il nostro sport. Chiunque, dal manager di multinazionali all’uomo della strada associava la parola ‘atletica’ a Bolt. Bastava la sua presenza a riempire gli stadi nei meeting internazionali. Quando correva, addirittura gli altri meeting si fermavano e la gente correva a guardarlo sul maxi schermo. Cosa possiamo dirti? Grazie di tutto, Usain! Manchi già!