Pagelle

Mondiali di Londra 2017 – Le pagelle disagiate

Mondiali di Londra 2017. Non potevamo esimerci dal tirare fuori il meglio e il peggio di questi 10 giorni di gare, visto che la nostra atletica è riuscita a ritagliarsi uno spazio serale di primo piano sulle tv pubbliche. Ecco le nostre personalissime pagelle*. Buona lettura.

 

VOTO 10 ad Antonella Palmisano. Non c’è per fortuna la Caporetto in quel di Londra. L’unica medaglia azzurra arriva dalla marciatrice delle Fiamme Gialle. Le diamo 10, non perché ha salvato l’Italia in corner, ma perché le ha evitato il “cappotto”. Avrebbe potuto anche conquistare qualcosa di più se ci fossero stati giudici più severi; ma la marcia si sa, è un po’ una competizione a parte.
SALVATRICE DELLA PATRIA

(Foto di FIDAL COLOMBO/FIDAL)

 

VOTO 9 a Karsten Warholm. 21 anni, passato da decathleta e adesso specializzato nei 400HS. A Londra sorprende tutti, vince l’oro e non ci crede nemmeno lui. Un mito già da giovane. Da juniores infatti ai Campionati Europei ha partecipato ai 400 individuali e al decathlon, ovvero batteria e semifinale dei 400 giovedì e venerdì; il sabato inizia il decathlon: 100 (10”53), lungo (7m66), peso (12m19) , alto (2m) e poi arriva la finale individuale dei 400m. Arriva secondo a 2 centesimi dal primo (46”50), e poco dopo fa i 400 del decathlon in 48”72! E il giorno dopo finisce il decathlon, arrivando secondo. Qui a Londra poi si presenta così in conferenza stampa.
NUOVO ADMIN AD HONOREM!

 

VOTO 8 ad Allyson Felix. 31 anni; basta dire SEDICESIMO ORO MONDIALE della carriera e possiamo finirla qua. La più vincente di sempre.
IMMENSA

VOTO 7 alle perle del duo Bragagna-Tilli. Il primo sa tutto di tutti, chi è arrivato quinto alla stracittadina del 1987, una macchinetta del microfono e voce che ormai rappresenta l’atletica leggera; il secondo commentatore tecnico, ormai affiatato, con l’amore per i tempi degli ultimi 300 dei 1500m. Quando partono le frasi tipo “quando la Bowie prende il bastone non la ferma più nessuno“, “Gotemburgo” e “Baaaarhein” si raggiunge l’etere: nemmeno l’erba fa questo effetto ragazzi!
PONCHIO PILATO E LE CONTROPRESTAZIONI

 

VOTO 6  a Devon Allen. Ormai alla presentazione degli atleti sui blocchi di partenza è prassi un “mini teatrino”. L’americano però ci ha stupito.
MAGO OTELMA

VOTO 5 alle doppiette annunciate (e non verificate). Bolt 100 e 4×100; Farah 5000 e 10.000; Van Niekerk 200 e 400; Ayana 5000 e 10.000. Ecco, non è stata fatta NESSUNA doppietta. Colpa della specializzazione troppo esasperata o del fatto che forse forse l’antidoping funziona un po’ meglio e si recupera peggio dalle gare?
IMPOSSIBLE IS NOTHING

VOTO 4 a Gwynn Uehara. Prima giornata di gare. Batterie preliminari dei 100m. Sguardo da chi non ha la minima idea di che cosa ci faccia a Londra, maglietta di cotone colore grigio sudore comprata in Sardegna a 10€ e coltellino nei pantaloncini per ogni evenienza molesta.
WELCOME TO FAVELAS!

 

VOTO 3 a all’intervista di Muktar Edris. Ok, battere Farah sulla sua pista è qualcosa di leggendario, ma sfarfugliare qualcosa alle interviste è ancora meglio. Elisabetta Caporale sembra non abbia dormito la notte per questa cosa.
YA YA

VOTO 2 alla Giamaica. Se in Italia è il calcio lo sport nazionale, nell’isola caraibica è l’atletica a prendere gli interessi della maggioranza della popolazione. A Londra un Mondiale disastroso, con solo McLeod a vincere quello che era pronosticato. Flop generale nella velocità e nelle staffette. Finito Bolt e finito anche il ciclo giamaicano?
FLOP

VOTO 1 al pettorale di Ivana Spanovic. Finale Mondiale di una stagione in cui non aveva mai fatto meglio. Ultimo salto. La serba è quarta, ma ha le carte in regola per riscrivere la classifica. Parte, corre, balza e cade al di là della fettuccia dei 7 metri. Sembra poter scalzare Resse, attuale primatista con 7.02m. Ma il risultato lascia tutti di stucco. 6.91m. Incredula, si riveste. Tutti a gridare allo scandalo perché il salto era notevolmente più lungo. Alla fine l’imponderabile. Il pettorale messo sulla schiena, staccandosi con una folata di vento, è andato a segnare la sabbia, proprio a quei 6.91m ufficializzati dai giudici. Fosse successo a me avrei raso al suolo lo stadio.
LA SFIGA!


VOTO 0 alla keniana Beatrice Chepkoech. Correre i 3000 siepi e non ricordarsi di saltare la riviera è come andare al bagno e dimenticarsi di tirare giù i pantaloni. Un epic fail da non crederci.
LA RIVINCITA DELLE BIONDE

*salvo rettifiche da parte del TAS di Losanna 

(Foto di copertina Getty Images)