Storie dal Mondo

Una settimana da Paul Tergat

Molto tempo fa, in un piccolo paesino sperduto nel Kenya chiamato Lake Baringo, nasceva colui che sarebbe divenuto uno dei più grandi fuoriclasse di atletica di tutti i tempi. Il suo nome ancora oggi fa rabbrividire gli amanti della corsa, ed evoca gare a ritmi sconvolgenti, volate da urlo in finali olimpiche, energie infinite e grinta disumana. Stiamo parlando di Paul Tergat, una stella destinata a brillare per sempre nel firmamento dell’universo dell’atletica.

Sembra un paradosso ma, pur avendo esordito a 22 anni suonati nel panorama internazionale, ha realizzato risultati di grande spicco, a dimostrazione che molto spesso, i limiti sono solo mentali e non necessariamente anagrafici. Il suo curriculum parla chiaro:

  • detentore per 7 anni della miglior prestazione mondiale sulla mezza maratona (59’17”);
  • oro per sei anni di fila nei mondiali di cross lungo (1995-1999);
  • oro per cinque anni di fila nei mondiali di cross lungo (1995-1999);
  • vincitore per sei anni consecutivi della Stramilano Half Marathon (1994-1999);
  • 2 argenti olimpici e 2 argenti mondiali sui 10.000m
  • detentore per 9 mesi del record mondiale sui 10.000m (26’27”85)

Per capire una cosa: sembra proprio il caso di dire che Paul in età adulta si sia ripreso con gli interessi quello che l’atletica giovanile gli ha negato. Se vogliamo, sarebbe stato ancor più famoso, tuttavia ha avuto la sfortuna di correre negli stessi anni del “divino” Gebrselassie, la cui stella ha un pochino offuscato quella del keniano. Ma i risultati parlano per lui, e i tempi ottenuti rimangono intatti e scolpiti.

Paul Tergat, 182cm per 58kg di peso, appartiene alla generazione del Kenya, i cui corridori costituiscono un vero e proprio patrimonio atletico nel mezzofondo e nel fondo moderno. Oggi ci sono molte ipotesi sull’origine del loro successo, con molta enfasi posta sui vantaggi dell’altura oppure su una teorica superiorità genetica. Tali ipotesi trascurano però il fascino della preparazione atletica dei kenyani, che ha sempre esercitato una forte attrattiva sull’uomo occidentale. Paul Tergat, da buon discepolo, seguiva una preparazione atletica che prevedeva una prima corsa all’alba, rigorosamente seguita da un allenamento collinare a metà mattina. Infine, vi era una terza sessione al pomeriggio. Tutto questo considerando che si correva ad oltre duemila metri sul livello del mare; allenarsi così in alto rafforza la circolazione, amplia la capacità polmonare e favorisce lo sviluppo di un numero molto alto di globuli rossi, un vantaggio enorme per chi corre lunghe distanze.

Andiamo a vedere alcuni allenamenti svolti da Paul nella sua settimana ideale:

Lunedì:

  • ore 6:00 a.m.: 12 miglia a 5’20” al miglio (19km e 300m, media 3’31” al km);

  • ore 10:00 a.m.: 5 miglia a 4’50” (8km, media 3′ al km)

  • pomeriggio: riscaldamento, poi 12 x 200m in salita

Martedì:

  • ore 6:00: 9 miglia a 5’30” (14km e mezzo, media 3’25” al km)

  • ore 10:00: 9 miglia a 4’50” (14km e mezzo, media 3′ al km)

  • pomeriggio: corsa defaticante

Mercoledì:

  • ore 6:00: 14 miglia a 5’40” (22km e mezzo, media 3’31” al km)

  • ore 10:00: 6 miglia molto naturali

Giovedì:

  • ore 6:00: 9 miglia a 4’50” (14km e mezzo, media 3′ al km), poi 20 allunghi cercando naturalezza

  • ore 10:00: fartlek di 14km

Venerdì:

  • ore 6:00: 9 miglia a 4’50” (14km e mezzo, media 3′ al km )

  • ore 10:00: 5 miglia a 7′ (8km, media 4’21” al km )

  • pomeriggio: corsa defaticante

Sabato:

  • 12 miglia a 6′ (19km e 300m, media 3.44 al km)

Domenica:

  • ore 6:00: 1h a 5’40” al miglio (3’31” al km)

  • ore 10:00: 45min a 5’40” al miglio (3’31” al km)

  • corsa defaticante

Che dire? un ciclo di allenamento da vero campione! E pensate che per lui ciò costituiva la sua routine quotidiana!

Una carriera come la sua, costellata di gare a livello eccelso ed enormi soddisfazioni, non può prescindere da un duro lavoro e da una voglia di sacrificio pazzesca. Le sue tabelle dimostrano che oltre al talento conta molto il duro lavoro, quello che si ottiene allenandosi anche tre volte al giorno perché si ha capito che solo in questo modo si possono realizzare i sogni. Grazie di cuore Paul per le emozioni che ci hai dato. Nessun atleta ti dimenticherà.